corrispondenza
Collezione Peruzzi grafica
e multipli di arte italiana contemporanea
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CORRISPONDENZA SIGNIFICATIVA
Primi lavori di Maurizio Cattelan a Forli' ... il loro valore di mercato
Salve, non ci conosciamo e mi scuso in anticipo se reco disturbo con questa email. Negli anni 80 Maurizio Cattelan giunse a Forlì (la mia città) e conobbe alcuni artisti locali, fra i quali mio fratello, il quale lo ospitò per diversi anni nel suo laboratorio mettendogli a disposizione tutte le proprie attrezzature nonché la voglia di condividere la passione per l'arte con un nuovo collega che veniva da fuori. Non mi dilungo oltre perché la storia ormai la conosciamo tutti, fatto sta, che, quando Maurizio se ne andò a Milano prima, e a New York poi, lasciò "in regalo" a mio fratello alcune opere, prototipi, prove, che sono qui a sottoporvi. Distinti saluti.
Le opere seriali e le stampe di Cattelan hanno il problema che molte, sopratutto quelle a cavallo del 1990, hanno tiratura incerta, non certificata e firmate, datate, numerate in maniera diversa per la stessa opera (tipico il caso di Gratis del 1987 dove esistono fogli firmati e numerati, fogli solo firmati a volte spacciati come opere uniche, fogli senza alcuna apposizione).
"Gratis" 1987 - esemplare senza firma, anno e numerazione ed esemplare con firma, anno e numerazione certificate con firma e numerazione dell'edizione vengono aggiudicati intorno ai 1.500 - 2.500 euro sia che si tratti di stampe offset, fotografiche e lito/seri grafie (come Bregenz del 2008, Picasso del 1998, Senza Titolo del 2000, Stefano Tutolo : scrivere non è il mio mestiere del 1991, Gratis del 1987) o intorno ai 4.000 - 6.000 euro nel caso di multipli sempre di edizione certificata, firmata e numerata (come Souvenir di Milano del 1994 e A.C. Forniture Sud del 1991). Nel caso di stampe di edizioni firmate ma non numerate (come Marcire non Marciare del 1992) intorno ai 1000 euro.
Nel caso di opere grafiche effettivamente uniche, certificate come tali e non spacciate a volte come tali mentre si tratta in realtà di stampe offset non numerate e solo firmate, dipende dalla qualità e dimensione (Fare la Lotta di Classe è pericoloso del 1991 vale 12.000 euro, Il foglio di giornale con Moro e la stella di Natale delle BR del 1994, nelle sue varie versioni, vale 6.000 euro).
Un manifesto di una mostra di Cattelan firmato dall'autore è un multiplo d'artista ?
Spett.Le Collezione PERUZZI, Vi disturbo perché avrei bisogno di un vostro parere data l' esperienza e la competenza che vi distingue. Un privato mi ha proposto l' acquisto di un lavoro di Maurizio Cattelan. Quando Maurizio Cattelan viveva a Forlì ( metà anni '80 ) organizzo una Mostra e fece stampare dei Manifesti per reclamizzarla dalle dimensioni di circa 50 X 70 cm. Alcuni Manifesti li firmo anche a mano, altri no, ma tutti riportavano un timbrino ( a forma di scorpione ) che era un suo modo di firmare di allora. Mi chiedo quindi, se pur essendo “solo” timbrato e non firmato si può considerare il Manifesto come “Multiplo d’Autore” ??? Concludo segnalando il PERFETTO stato di conservazione del Manifesto ( lungimirante è stato chi c’è l’ha e… ) Non vi disturbo per questioni di prezzo e stima del quadro, ma per sapere dall' alto della vostra esperienza se tale lavoro si deve considerare come un multiplo d' Autore oppure se sia "semplicemente" un Manifesto o similare. Certo di una vostra cortese risposta, colgo l' occasione per complimentarmi per il Lavoro da voi svolto e porgervi i miei più cordiali saluti.
La questione è interessante. Trattandosi di un manifesto, anche se firmato (lo scorpioncino non lo ho mai visto), rimane un manifesto. Ciò che può definire una stampa offset un'opera d'arte è l'intenzione dell'artista di crearla (nel suo caso si voleva solo fare un manifesto). Il carattere aggiuntivo, che ne determina il valore, è se sia numerato e/o firmato. In questo caso si può definire l'opera un multiplo. Cattelan ha realizzato alcune opere con la tecnica della stampa offset: alcune solo firmate (quindi dalla tiratura incerta), altre numerate e firmate. Il valore attuale di mercato è nel primo caso poche centinaia di euro e nel secondo caso poche migliaia di euro. Ritengo che nel caso descritto il foglio si debba definire un semplice manifesto dal valore affettivo e testimoniale.
Gentilissimo Sig. Peruzzi, incuriosito dal suo interesse, ho voluto sottoporre la domanda anche a Giancarlo Politi direttore di Flash Art e molto amico di Cattelan. Stranamente il quesito è stato subito girato dal gentilissimo Giancarlo Politi direttamente a Cattelan, e poi di nuovo a me.
Maurizio Cattelan ha risposto:
Caro Giancarlo, la cosa migliore è sempre fare lavorare le Gallerie !
Cattelan, come immaginavo non ha quindi né confermato ma nemmeno smentito la paternità del Lavoro. Dico Lavoro e non Manifesto perché sono certo che Cattelan non ha mai fatto niente "non di proposito o con un fine". Ma la cosa interessante che le chiedo è questa, avere un Lavoro con la firma applicata con timbro "a forma di scorpione" non è quindi una rarità nella produzione di Cattelan se nemmeno Politi ne conosceva l'esistenza ? Scusi se l'annoio con questa forse banale discussione, ma mi piacerebbe collezionare un Lavoro di Cattelan seppur di poco valore ma Autentico.
Sono piacevolmente sorpreso che Politi abbia trovato la questione interessante. Rimango del mio parere: un manifesto realizzato per propagandare una mostra è e rimane un manifesto proprio perché l'intenzione dell'artista o, meglio, del suo gallerista era quella; quanto poi il fatto che come omaggio agli intervenuti alla vernice sia stato apposto uno scorpioncino ad alcune copie del manifesto non fa diventare quei fogli un lavoro multiplo di autore di Cattelan. La ringrazio per aver sollevato l'interessante questione.
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