corrispondenza                       Collezione Peruzzi grafica e multipli di arte italiana contemporanea

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Afro

 

Buon giorno

ho recentemente acquistato dagli Stati Uniti un opera di Afro Basaldella dal titolo Sagra degli uccelli del 1961.

Non sono riuscito a reperire materiale riguardante questa ?litografia?.

Il foglio si presenta in ottime condizioni e misura 77.5 x 52 cm., i colori sono,a mio parere, vividi e non scoloriti, la carta sembra fatta a mano.

Potrebbe aiutarmi ?

Scusi l'ignoranza in materia ma mi piace l'arte.

Ringrazio moltissimo.

 

 

L’immagine che mi allega corrisponde all’opera catalogata al numero 17 con il titolo “Sagra degli uccelli” dell’ Afro – catalogo ragionato delle incisioni e litografie curato da Enzo Crispolti.

I dati di catalogo riportano:

1962

Litografia

Lastra 430 x 560

Foglio 515 x 675

Edizione:

90 esemplari numerati da 1/90 a 90/90

15 esemplari numerati da I/XV a XV/XV con la scritta “prova d’artista”

16 esemplari numerati da 1/16 a 16/16 con la scritta “prova di stampa”

Tutti gli esemplari sono numerati a matita in basso a sinistra e firmati a matita in basso a destra

Stampatore ed Editore: Enrico Castelli – Roma

 

Verifichi che le caratteristiche della stampa corrispondano ai dati di catalogo (la data ad esempio…….)

 

 

 

Serigrafia Lucio Fontana 1965 concetto spaziale ovale rosso S 4 libro Ruhé Rigo pag. 121

 

Gentile Sig Peruzzi,

la disturbo con questa e mail, se puo' dedicarmi qualche minuto del suo tempo libero, per chiederle, in quanto esperto nazionale sulle litografie di Fontana e di altri artisti, un parere sulla litografia del maestro Lucio Fontana, del 1965, pubblicata sul libro Ruhé Rigo a pagina 121, S 4, serigrafia su carta 70 x 50 cm, ovale rosso con strappi, esemplare 66/100, che ho acquisito nelle ultima asta della casa Boetto Di Genova del 25 10 2016. 

Cosa ne pensa?   Si puo' sapere chi la pubblico' nel 1965? Ha altri dati al riguardo?

 

 

Purtroppo, a mio avviso, l’opera da Lei acquistata non è la serigrafia S4 menzionata a pag. 121 del catalogo Ruhé Rigo. La serigrafia di cui mi allega le immagini non risulta catalogata in alcuna parte del  Ruhé Rigo.

 

       

Le allego la pagina 121 del catalogo dove è riprodotta l’immagine della serigrafia S3, con buchi apposti manualmente, e dove è catalogata anche la S4, senza immagine della stessa, ma con la descrizione della serigrafia che dichiara come la stessa sia di identico colore e immagine della S3, ma con la differenza che i buchi, invece di essere apposti a mano, sono riprodotti a stampa (incisione). La sua serigrafia ha apposti tagli, non buchi, non ho capito se apposti a mano o riprodotti stampati.

 

Buonasera Dr Peruzzi,

dal libro Ruhé la serigrafia S4 dovrebbe essere la stessa della S2 a pagina 120, con tagli di Fontana, in colore blu,  solo che in colore rosso, cosa  che corrisponde alla perfezione con l'esemplare in mio possesso. L'esperto è lei ma non ho dubbi ragionevoli sul fatto che non sia un'esemplare della S4. La corrispondenza tra l'esemplare in mio possesso e la S 4   è perfetta.

Attendo sue notizie

 

La descrizione del catalogo della S4 a pag.121, a cui fa riferimento anche la casa d’aste, mi sembra univoca: dice che la S4, di cui non riporta l’immagine, è identica nel colore alla S3 e con i fori stampati invece che apposti a mano.

 

gentile sig Peruzzi,

una buona notizia a completamento delle e mail alle quali ha pazientemente  e gentilmente risposto: la Fondazione Lucio Fontana ha registrato favorevolmente a mio nome nella cartella insieme alle altre opere, la serigrafia ovale rosso 70 x 50 cm, esemplare 66/100 con tre stappi del 1965 descritta a pag 121 del libro Ruhè Rigo come S4

Purtroppo non rilascia archivio scritto. Ma direi che può andare bene lo stesso; l'opera ha il benestare della galleria Boetto di Genova e quindi della ANCA (associazione casa d'asta italiane)  e il parere favorevole con registrazione a mio nome nella Fondazione Lucio Fontana di Milano.

Credo che possa valere metterla in collezione.

Ringrazio ancora per la cortesia e la pazienza.

 

 

 

Libro di poesie di Catullo con litografie di Cassinari

 

Alla Gent. Attenzione del Sig. Peruzzi

Buongiorno, le scrivo perchè sono in possesso di una raccolta di poesie di Catullo dove al suo interno vi sono 10 Litografie di Cassinari, sono libri in possesso dalla mia famiglia da anni. 

Gradirei, sempre se possibile, avere una valutazione della raccolta.

Rimango a disposizione per eventuali delucidazioni e chiarimenti.

Attendendo vostra risposta, vi ringrazio anticipatamente  e chiedo scusa per il disturbo.

Buona Serata

 

 

Il libro a cui Lei si riferisce dovrebbe essere:

 

Catullus, Gaius Valerius

Dal libro di Catullo, a cura di Mario Ramous, con dodici litografie di Bruno Cassinari

Bologna 1966

137 p., 12 litografie, 33 cm        

Ed. di 150 esempl. num. 1-150 più 15 f. c. num. I-XV

[BNI] 6613329

 

in cui però sono contenute 12 litografie e non 10 come da Lei indicato.

 

 

 

L’unica aggiudicazione in vendita pubblica risale al 2008 ed è stata di 1.200 Euri al netto dei diritti d’asta.

Un’aggiudicazione recente di un’opera comparabile, “Per via di cavalli” del medesimo Editore e tiratura, con scritti di Vittorio Alfieri e con 12 litografie a colori (va segnalato che l’esemplare in vendita conteneva un disegno a china e acquarello pezzo unico) ha realizzato nel 2015 650 Euri al netto dei diritti d’asta.

 

Considerando che le stampe originali di Cassinari di dimensione 70 X 50, siano esse acqueforti acquetinte o litografie, vengono aggiudicate tra i 50 e i 100 Euri, ammesso che il libro e le litografie siano in buone condizioni (e che siano 12), credo che il valore di mercato si possa collocare tra i 600 e i 900 Euri.

 

 

 

Enrico Castellani "The Life And Death Of Julius Caesar"

 

Salve Ing. Peruzzi,

le scrivo per avere la seguente consulenza, se possibile.

Possiedo un volume (libro d'artista) edito da Colophon Arte nel 2012 dal titolo "The Life And Death Of Julius Caesar" contenente due incisioni di Enrico Castellani tirate in 50 esemplari delle dimensioni di 50x35.

Il libro è esaurito presso l'editore. Quale è a suo parere il valore dell'opera?

Grazie mille.

 

 

Considerando che le estroflessioni multiple di piccola dimensione, storiche, anni 70 - 90, vengono attualmente aggiudicate in asta tra i 500 e i 1000 Euri, considerando che il libro è del 2012 e le estroflessioni sono minuscole, credo che il valore di vendita pubblica non possa superare gli 800 - 1000 Euri.
Va segnalato che un mercante vende il volume su Artprice all' incredibile prezzo di 10.000 Euri.

 

Grazie delle informazioni.

Per quanto riguarda i prezzi dei mercanti, non avevo dubbi che avessero molto fantasia.

 

 

 

Riproduzioni di opere di Picasso definite litografie originali

 

Buongiorno,

ho ricevuto in eredità queste due litografie di Pablo Picasso, di cui allego dettagli e foto.

Sarei interessato alla vendita e vorrei sapere se fossero di vostro interesse e che valutazione dare.

Grazie mille

 

LITOGRAFIA "FIGUERES"

Edizione limitata - 250 copie

Provenienza: collezione privata Nizza, Francia

Dimensioni: 28,2 x 38,2 cm

 

LITOGRAFIA "TORROS"

Edizione limitata - 250 copie

Provenienza: collezione privata Oxnard, California

Dimensioni: 39,5 x 49,5 cm (litografia) - collocata all'interno di una cornice nera con passe-partout da 73 x 63 cm

 

Entrambe firmate e numerate in basso a sinistra e corredate da certificati che ne attestano la piena autenticità.

 

 

Come chiaramente desumibile dai dati riportati nei certificati allegati alle due opere non si tratta di litografie originali di Pablo Picasso, ma di riproduzioni postume eseguite in tiratura limitata con tecnica foto litografica di opere di Pablo Picasso: nei fatti sono dei manifesti/posters stampati in offset in tiratura limitata. Il valore di mercato è quello dei manifesti/posters incorniciati.

Il mercato è pieno di queste riproduzioni, non solo di Picasso, ma di tutti i grandi maestri, dove mercanti con pochi scrupoli giocano con il termine litografia, originale, tiratura limitata, distruzione delle matrici vendendo dei manifesti/posters. In questo caso almeno è stata dichiarata la data di esecuzione della stampa, 1990 in un caso e 2008-2009 nell'altro, quando ricordo che Picasso è morto nel 1973.

 

 

 

Acquatinta Afro

 

Buonasera Dott. Peruzzi,

sono un giovane collezionista di grafica di 30 anni. Ho iniziato fin dall'adolescenza a comprare opere grafiche per continuare la collezione di mio nonno.

Recentemente mi hanno proposto una acquatinta di Afro ma ho qualche esitazione.

Nonostante abbia tutte le caratteristiche indicate nel catalogo generale (formato, numerazione, tipo di carta e filigrana), non presenta il timbro a secco dello stampatore 2RC.

Puó trattarsi di una dimenticanza?

Secondo lei come mi dovrei comportare?

Afro mi piace molto come artista e non ho ancora nulla di lui.

 

 

Io sono a conoscenza di una sola opera di Afro edita dalla 2RC in cui metà dell'edizione manca del timbro a secco:  si tratta di Isola di Cleopatra, ultima opera di Afro che vide la morte del Maestro durante la sua edizione che trovò metà di essa firmata ancora a casa di Afro e su cui 2RC non appose il timbro a secco. Tale circostanza è certificata dall' Archivio Afro.

Fossi al suo posto eviterei l'acquisto, non fosse altro che per la difficoltà che avrebbe poi in caso volesse rivenderla.

 

 

 

Grossolano falso di Alighiero Boetti

 

Buongiorno Dr. Vittorio Peruzzi,

mi sono innamorato di questo pezzo che mi è stato presentato come un’opera di Alighiero Boetti chiamata “Buchstabentafel” 1980/86.

Solo ad un esame attento e ravvicinato mi sono accorto che il solo passe-partout è firmato e numerato 1/16 mentre l’acquerello è attaccato al retro dello stesso. La provenienza è austriaca e mi è stato garantito più volte che il vecchio proprietario dell’opera, un grande collezionista di grafica moderna internazionale, lo teneva con sé da svariati anni nella libreria antiquaria che adesso è chiusa dopo la sua morte.

La ringrazio per il suo parere.

Grazie e buona giornata.

 

 

Boetti non ha mai realizzato opere simili e la firma non è sua (Boetti ha sempre firmato in corsivo e mai in stampatello).

La tecnica poi non può essere un acquarello (che senso avrebbe mettere un passe-partout con una numerazione progressiva ad un'opera unica). Probabilmente si tratta di una stampa, ma certamente non di Alighiero Boetti.

Su ebay  http://www.ebay.pl/itm/Alighiero-Boletti-Ital-Buchstabentafel-AQ-Papier-sign-guter-Zust-um-1980-86-/371552999529?hash=item568248d869:g:rbUAAOSwe7BWvghg stanno vendendo quest'opera smaccatamente falsa nell'attribuzione.

 

 

 

Interventi manuali di Fontana sulle edizioni

 

Gent.Le Dott. Peruzzi,
Le sarei grato se mi illuminasse su un dettaglio non secondario che riguarda il catalogo Ruhè/Rigo che ad oggi costituisce l'unico riferimento dell'opera seriale di Fontana. Mi riferisco ad alcune opere che nel catalogo riportano la specifica dicitura "taglio di Fontana", "buco di Fontana" o "strappo di Fontana".
Addetti ai lavori (venditori) vorrebbero far credere che Fontana abbia davvero svolto un intervento manuale sui fogli in questione, ovviamente considerandolo un valore aggiunto rispetto ad altri lavori laddove tale indicazione manca.
Le mie son solo congetture, ma credo fortemente che il Maestro non abbia fatto nulla di ciò che viene detto, ovvero interventi diretti su fogli destinati alla serialità; altrimenti ci troveremmo dinnanzi a pezzi unici (peraltro riservati in un apposito capitolo del volume).
Aldilà di errori o imprecisioni, Lei cosa ne pensa? Io ritengo che opere seriali con interventi manuali o successivi alla tiratura, dovrebbero essere dichiarati in qualche modo ufficialmente e non sulla base di ipotesi o testimonianze fantasiose...
Credo che il tema sia di estremo interesse per tutti i collezionisti, posto che il prezzo di acquisto di un Fontana seriale non è una passeggiata comunque e il denaro ha sempre la sua rispettabilità.

 

 

Gli strappi i tagli sulle opere seriali di Fontana sono parte del loro processo realizzativo. Che siano stati eseguiti direttamente da Fontana o dallo stampatore non fa alcuna differenza.

Non ho informazioni, ma non credo proprio che Fontana, dopo aver eseguito gli interventi sull'esemplare bonne à tirer, passasse le sue giornate a fare strappi e tagli sui fogli dell'edizione.

 

 

 

Emilio Vedova - Immagine del tempo

 

Egregio dottor Peruzzi
Queste le altre immagini della lito di Emilio Vedova che le avevo annunciato. Mi dica anche qui se la definizione potrebbe andare bene.
Qua si tratta di opera su cartoncino, che dovrebbe corrispondere alla caratteristiche che ho trovato su questa serie.
Trattasi della figura 18 chiamata Immagine del tempo di Emilio Vedova, 1959, esemplare n 29 di 40. Presenta una piccola rottura o sovrapposizione nel lato sinistro, mea culpa purtroppo, provocata dalla precedente ed inavvertita rottura del vetro di riparo. Per il resto proviene dalla stessa collezione dell'Afro. Un collezionista le ha viste entrambe e mi Ha offerto una cifra, ma ho preferito non darle, anche perché stavo cercando di capire meglio il loro reale valore. L'opera misura secondo metro da sarta in mio possesso 58,5 cm di larghezza e 42 cm di altezza. Più di questo non so dirle. Non vi ho riscontrato timbro o loghi particolari impressi sul retro, dopo averla smontata. Ma mi affido a lei grande esperto in materia. Anche qui mi interesserebbe sapere se l'opera possa essere certificabile o meno.
In attesa di sue
Cordialmente

 

 

Anzitutto le consiglio vivamente di sostituire al più presto la cornice perchè l'attuale lascia passare la sporcizia, i parassiti e l'umidità.

I fogli del ciclo "Immagine del tempo" tirato nel 1959 in 40 esemplari hanno una dimensione di 47,5 x 64,5 cm. Lei invece misura 42 x 58,5. Io credo che la spiegazione, osservando l'attuale cornice del foglio che avrebbe dovuto lasciar rovinare in maniera palese tutto il contorno del foglio e che, invece, appare perfetto, sia che il foglio sia stato rifilato per eliminare la parte ammalorata che probabilmente, se era stato incorniciato nel medesimo modo, si evidenziava.

Il valore di mercato già scarso, in questo momento, di queste litografie di Vedova crolla in maniera sostanziale in caso di rifilature.

 

 

 

L. Fontana E-2

Gent.Le Dott. Peruzzi,
Le sottopongo all'attenzione questo esemplare di Fontana nella versione prova d'artista.
Il catalogo ragionato indica la sola tiratura di 50 esemplari in numeri arabi e una prova di dimensione superiore e senza strappo conservata presso la Fondazione.
Ritenendo senz'altro genuino l'esemplare (vedasi la calligrafia, il soggetto e le dimensioni del foglio), come comportarsi di fronte a questi casi "non censiti" ?
Soprassedere o lasciarsi tentare ?
Cordialmente.

 

 

Da quanto si può giudicare dalla immagine fotografica, l'impressione è che l'opera sia "buona".

Il fatto che il catalogo delle opere seriali di Fontana di Camillo Rigo e Harry Ruhé, l'unico esistente, non riporti la tiratura delle prove in numeri romani, e che tale tiratura altrettanto non risulti alla Fondazione, è però un fatto importante che sconsiglia, a mio avviso, l'acquisto da parte di un collezionista in quanto, all'atto di una eventuale futura cessione dell'opera, questo elemento peserebbe molto negativamente.

 

 

 

Per valutazione Litografia Afro, Sottobosco, numerata e firmata

 

Gentile dottor Peruzzi

Le scrivo da Roma. Sono in possesso di una litografia firmata Afro, numerata, 55/90 che da una sommaria analisi dovrebbe intitolarsi Sottobosco del 1959. La stessa identica che ho trovato dopo una certa ricerca nel suo sito. Avendo constatato la sua perizia in materia e disponibilità, mi chiedevo se fosse possibile inviargliene una qualche immagine per avere intanto una sommaria indicazione in merito. Il pezzo risale agli anni 60, con cornice d’epoca e alquanto ben conservato. Lo posseggo da diverso tempo e mai prima mi ero deciso a farlo valutare. L’ho smontata e ho potuto constatare la strana carta, mi pare in tre/quattro colori. Poi, ultimamente, grazie al consiglio di un amico appassionato, mi son detto perché no! come potrei procedere nel caso lei fosse interessato a visionarlo?

Un cordiale saluto.

 

 

 

Le invio l'immagine e la scheda del catalogo ragionato di Sottobosco. Verifichi tutti i dati (compresi quelli dimensionali). Se tutto corrisponde l'opera è certificabile.

Se le condizioni di conservazione del foglio sono buone (assenza di macchie, fioriture, spiegazzamenti, impronte di nastro adesivo, incollaggi), l'attuale possibile prezzo di aggiudicazione in vendita pubblica si colloca in un intervallo tra i 1.000 e i 1.800 Euro, diritti d'asta esclusi.

 

 

 

Galera

 

Gentile Dott.Peruzzi,

Le invio un di immagini di un soggetto a Lei ben noto e che amo particolarmente.

L'esemplare che mi è stato offerto presenta però parecchi piccoli puntini di foxing lungo il margine frontale del foglio ( poco visibili nelle foto). Il retro, a parte l'ondulazione tipica delle incisioni, è perfetto.

Mi chiedevo se il foglio, nelle condizioni in cui si trova, valga la pena dell'acquisto, anche nella prospettiva conservativa futura...

Cordialmente.

 

 

Galera è una splendida acquaforte acquatinta di Afro e l'esemplare di cui mi invia l'immagine mi sembra molto ben conservato, considerando che è stato stampato nel 1974. Gli inevitabili difetti minori indotti dal tempo non compromettono il valore dell'opera.

 

 

 

Informazioni su multiplo di Jannis Kounellis

 

Buonasera,
sono un collezionista d'arte ed in particolare grafica e multipli d'autore: innanzitutto volevo complimentarmi per la collezione ed il lavoro così approfondito che svolge su una materia spesso bistrattata come questa; mi auguro al più presto di poter visitare la sua collezione.
Spero che questo sia l'indirizzo corretto per chiedere un informazione riguardo un'opera che mi è stata proposta;
l'opera in questione è un (presunto?) multiplo di Jannis Kounellis, con una base litografica a cui è annessa una foto; non conoscendo a fondo i multipli dell'autore e poichè ho visto che ha scritto e collezionato molto di questa corrente le chiedo se possibile un parere sull'opera.
Ringraziando anticipatamente,
cordiali saluti

 

L'opera è sconosciuta: non è catalogata e non è mai apparsa in alcuna vendita pubblica. Se questi sono gli unici riferimenti che ha, sconsiglio l'acquisto.

 

 

Aldo Spoldi

 

Salve,

come posso fare per avere una stima delle serigrafie su pannelli di Aldo Spoldi ?

 

Mi mandi le immagini, il titolo, dimensioni, anno di edizione, editore.

 

Ecco le foto credo si tratti di Sell Brother's di Aldo Spoldi, 1988, 135 x 200 cm circa, Serigrafia su carta, in n. 7 pannelli.

Cordialità.

 

 

Aldo Spoldi ha un mercato estremamente ristretto, ancor di più nell'opera seriale dove le vendite pubbliche degli ultimi anni si contano sulle dita di una mano e i valori di aggiudicazione sono ridicoli (anche se mai sono sono state bandite opere seriali della qualità di "Sell Brother's" o della consorella "I giochi di Shakespeare" ambedue edite da Marconi).

L'unica aggiudicazione che può aiutare nella valutazione è la seguente opera unica:

 

Lotto numero 239

Maestro Pulce   (1981) 

Pittura , Tempera/carta ,  195 cm x 205.0 cm,  in 10 pannelli

Stima:  3.300 € - 3.600 €   

Prezzo di aggiudicazione:  3.000 €    

Il Ponte Casa D'aste Srl, Milano 

ITALIA, 16/12/2014

 

Io direi che l'opera seriale  Sell Brother's potrebbe essere proposta alla vendita pubblica, purché in perfette condizioni di conservazione, a 900 euro.

 

 

 

Libri d'artista

 

Gradirei conoscere  la sua opinione circa i libri d'autore che riportano allegate o all'interno litografie firmate e numerate dall'autore. Queste  litografie hanno un reale valore artistico o possono essere considerate piacevoli riproduzioni ? Credo inoltre che gli specialisti del settore tendano a vendere singolarmente le litografie contenute nel libro per incrementare i profitti o per aumentare le possibilità' di vendita.Grazie per una sua risposta. Cordialità'.

 

Per i libri d'artista la casistica è varia: ci sono quelli in cui le grafiche contenute fanno effettivamente parte dell'opera costituendone un corpus unico essenziale ed inscindibile per la costruzione del significato dell'opera (ed il dividerle dal libro costituisce uno sfregio dell'opera ed una inaccettabile mutilazione) ed altri in cui fin dall'origine l'accoppiamento libro con opere grafiche è una banale (e spesso volgare) operazione mercantile volta solo ad incrementare le vendite dell'opera, semplicemente accostando due nomi famosi, includendo una grafica che nulla ha a che vedere con il testo del libro.

 

Per meglio chiarirmi le porto un esempio per ciascuno dei due casi con due libri d'artista che fanno parte della mia Collezione e che possono ben rappresentare i due limiti estremi della casistica:

 

 

"Das Reich" libro d'artista con testo di H. Heibenbuttel e 10 serigrafie di V. Adami, Maeght (Parigi) 1974 - 150 + 25 (hdc) + 450 + 10 esemplari numerati e firmati, in cui le grafiche illustrano splendidamente la genesi storica del Terzo Reich;

 

 

"Ero e Leandro" con testo di C. Marlowe e litografia (recto) con superficie specchiante (verso) di M. Pistoletto, Edizioni Rizzardi (Milano) 1990 - 120 + XXX esemplari numerati e firmati, in cui l'accostamento tra il testo e l'autoritratto fotografico di Pistoletto nulla c'entra con il mito greco della tragica storia d'amore tra la sacerdotessa di Afrodite ed il giovane Leandro. Questo naturalmente nulla toglie al valore artistico delle due singole opere.

 

 

 

Edizione notturna di Kounellis

 

Buongiorno Dott. Peruzzi,
Reduce da alcuni acquisti "storici" di Capogrossi, Vedova e Griffa, mi sto imbattendo in un Kounellis del 1986/87 c.d. "Edizione notturna".
Secondo Lei è un valido acquisto? Inoltre, sa per caso se è pubblicato da qualche parte?
A me piace molto, inoltre è un'opera commemorativa legata alla morte del grande artista J.Beyus.
Ringrazio.

 

 

Possiedo anch'io l'opera.

Dimensioni : 76 X 57 cm.

Editore : Galerie Kluser + Editions Schellmann (Monaco) 1987 - 90 + XXX + 10 esemplari numerati e firmati.

Pubblicato :  al N.199 del catalogo Art Editions 4 delle Editions Schellmann (Monaco 2004) e al N.21 del catalogo Kounellis 1972-1990 (Editions Schellmann 1991).

 

 

 

Multipli di Bonalumi e Castellani

 

Egregio dottor Peruzzi,

ho notato (con piacere) - visitando il suo sito - che spesso e volentieri presta la sua competenza al servizio di appassionati che intendono confrontarsi con lei su tematiche connesse a multipli, quotazioni e stampe d'arte.

Sono stato ospite nella sua bellissima casa un paio di anni fa (un sabato mattina) ed ho avuto modo, anche se per poco tempo, di apprezzare la sua collezione (sicuramente non ricorderà, ma all'epoca le chiesi se fosse interessato a cedere il Giovenale I - stamperia Carini di Zorio, ricevendo un cortese ma ovvio diniego), ma anche la sua persona.

Ciò premesso, in questi giorni sto valutando l'idea di acquistare dei multipli riconducibili ad una corrente (spazialismo) e ad un supporto (plastica/pvc.. credo che renda al meglio l'idea del movimento artistico): ho letto la sua opinione riguardo al controverso "portalibro" di Fontana e ho accantonato il proposito.

Viceversa, volevo conoscere la sua opinione sul multiplo di Castellani annesso al volume "Enrico Castellani Pittore", Achille Mauri 1968 (me ne hanno offerto uno ben montato a € 1.800) ma, soprattutto, sapere da Lei se ha notizie del multiplo di Bonalumi che si vede in questa pagina:

 

 

io lo trovo bellissimo ma in rete non trovo nessuna ulteriore corrispondenza.

La ringrazio per tempo che vorrà dedicarmi.

Un caro saluto.

 

Il multiplo di Bonalumi è molto bello: le allego il riferimento che ho trovato.

Il multiplo di Castellani è grazioso ma lo trovo molto caro per un'edizione di 1000 esemplari non firmata e non numerata.

 

 

 

Rotella - La bella Monica

 

Gent.le Dott. Peruzzi,

In questi giorni una galleria mi ha proposto un esemplare di un decollage di Rotella appartenente al ciclo "Vanity fair"...

Il soggetto è molto bello e accattivante, recente nella produzione del Maestro ma di sicuro effetto e certamente meno scontato rispetto ai classici manifesti cinematografici.

Lei pensa che il soggetto sia meritevole d'attenzione oppure trascurabile?

 

Rotella nei due anni che hanno preceduto la sua morte ha realizzato 50.000 stampe con tecniche fotolitografiche di opere precedenti screditando completamente il suo lavoro di artista seriale. Se l'opera appartiene a quei lotti di opere le sconsiglio vivamente l'acquisto.

Il soggetto di questa opera è tratto dalla copertina del primo numero del periodico Vanity Fair che risale al 2003.L'opera in questione quindi non replica alcun vecchio soggetto di Rotella se non il suo originale che assieme ad altri soggetti rappresentò una specifica mostra del 2004. Esiste, ma Lei credo lo sappia, una pubblicazione specifica al riguardo.

Il catalogo di Paola Jacobbi e Pierre Restany della mostra Vanity Fair che si è tenuta alla Triennale di Milano nel 2004 riporta i decollages originali di Rotella realizzati per la mostra. Le fotolito dei decollages originali che sono state realizzate negli anni successivi, rappresentanti Monica Bellucci, Penelope Cruiz e altre stars, non sono a mio avviso definibili opere seriali originali ma semplici manifesti numerati e firmati.

La questione dei manifesti firmati che non possono considerarsi vere e proprie opere seriali l'ho letta sul suo sito e ne condivido il ragionamento ma in questo caso non vedo come poter definire questi soggetti dei meri manifesti dal momento che l'autore non si è solo limitato ad apporre una firma, bensì ne ha stabilito una tiratura e ha fatto (o ha fatto fare) degli interventi manuali su di essi affinché ogni esemplare fosse in parte diverso l'uno dall'altro.

Se l'originalità di un soggetto passa attraverso il fatto che esso non sia stato precedentemente eseguito come pezzo unico (così mi pare di intendere), allora gran parte delle opere seri-litografiche di vari autori sono dei semplici poster o manifesti.

Che dire ad esempio di Giuseppe Capogrossi? Quasi tutti i suoi soggetti discendono da una superficie pezzo unico e l'elenco di opere ed artisti potrebbe continuare....

 

La questione è effettivamente complessa ed è in questa complessità e mancanza di univocità di giudizi, regole e comportamenti che si inseriscono le operazioni commerciali come quelle create sull'opera di Rotella da editori e mercanti disinvolti che determinano la distruzione del mercato della stampa originale - opera seriale d'autore - in Italia.

L'artista contemporaneo ha a disposizione una estrema varietà di tecniche per la realizzazione di un'opera seriale: dalle più tradizionali fino all'utilizzo della foto litografia e foto serigrafia (e qui i puristi della tradizione inorridiscono); ma non è la tecnica utilizzata a decretare se la realizzazione sia un'opera seriale dell'autore o una semplice riproduzione: è la volontà  di ciò che vuole realizzare l'artista che decreta se sia stata prodotta un'opera seriale o una semplice riproduzione di un'opera singola.

Nel caso delle 50.000 stampe realizzate negli ultimi due anni prima di morire da Rotella, in cui sono state foto litografate/serigrafate opere singole firmate realizzate nel passato, foto ritoccandole per nascondere la firma (che avrebbe reso palese l'origine del lavoro), siamo senza dubbio di fronte a semplici riproduzioni/manifesti firmati e stampati in tiratura limitata. Questa operazione ha purtroppo distrutto il mercato dell'opera grafica originale di Rotella e costituisce uno degli esempi più eclatanti di pratiche commerciali al limite della correttezza avvenute in Italia nel campo della grafica d'arte.

Sconsiglio vivamente l'acquisto di queste stampe che si trovano in vendita a migliaia a prezzi accattivanti sul web e, purtroppo, presso mercanti e gallerie. Nel mondo dell'arte il tempo è un giudice infallibile e impietoso nel decretare il valore artistico e commerciale delle opere degli artisti.

 

 

 

Per Mann di Afro

 

Da tempo, tra i miei vari interessi, c'è  quello rivolto all'opera grafica di Afro  intitolata "Composizione per Mann".

Ciò che però mi frena dalla sua acquisizione è la questione non molto chiara circa la sua tiratura e natura realizzativa.

In buona sostanza: quante ne sono state prodotte? E ancora, sono solo litografie o ci sono anche incisioni?

Attendo con calma un suo riscontro, chiedendole anche di esprimere un giudizio di valore su quest' opera seriale e su quale, secondo Lei, bisognerebbe "puntare" in caso d'acquisto.

 

 

"Per Mann" è stata eseguita in due tecniche di stampa differenti: con numero di catalogazione 33 la litografia, 34 per l'acquatinta e calcografia a secco.

 

33 del 1966

litografia

lastra 38,2 x 53,7 cm

125 + 12 + VIII + 5 esemplari firmati e numerati

editore Mann (Monaco)

stampatore Caprini (Roma)

 

34 del 1966

acquatinta e calcografia a secco

lastra 38,2 x 53,7 cm

70 + VIII + 3 esemplari firmati e numerati

timbro a secco Romero

editore Romero (Roma)

stampatore Romero (Roma)

 

Io punterei all'acquatinta (tecnica esecutiva e timbro a secco).

 

 

 

Muffa 1957 di Alberto Burri

 

Gent. Dott. Peruzzi,

Mi è stata recentemente proposta una storica grafica di Burri titolata Muffa (veda l'immagine allegata) e che dovrebbe essere del 1957 o del 1959.

Sicuramente è meno "popolare" rispetto a combustioni, cretti, bianchi e neri, ecc... 

Lei cosa ne pensa di questo lavoro? Intendo dire se possa considerarsi un lavoro significativo o "minore" rispetto ai citati cicli ben più noti.

Ringrazio.

 

 

"Muffa 1957" è la prima opera grafica catalogata e riprodotta, la seconda realizzata da Burri (la prima è una litografia del 1950 di cui esiste un unico esemplare presso la Fondazione).

E' un' acquaforte e litografia a colori di 31,5x39,5 (foglio 44,5x51,5), tirata in 150 + 12 + XXV esemplari numerati e firmati, Edita da Castelli (Roma) nel 1957. Esistono due varianti: una tirata in 12 esemplari e l'altra in 2 esemplari, ambedue numerate e firmate.

Quest' opera è fondamentale e molto ricercata, anche se meno "incisiva" di altre, per il fatto di essere la prima.

Non se la faccia scappare.

 

 

 

Incisione acquaforte acquatinta del 1986 di Salvador Dalì

 

Buongiorno,

le scrivo su consiglio avuto sul forum di finanzaonline per avere un parere sopra un'incisione acquaforte acquatinta di Dalì realizzata a Roma presso una grafica d'arte, la quale possiede ancora la matrice.
L'opera è "l'elefante celestiale" ed inizialmente è stata realizzata come litografia nel 1979 e pubblicata nel catalogo ufficiale.
L'incisione in questione (74 x 54) del 1986 è firmata a matita in basso a destra ed è numerata in basso a sinistra 11/250, ovviamente la galleria che attualmente la vende fornisce la certificazione.
Vorrei sapere quanto posso fidarmi della autenticità della firma ed eventualmente il suo valore economico.

Cercando su internet ho trovato un forum dedicato all'arte dove rispondono esperti su ogni singolo autore.
Nella risposta al follow-up l'esperto dice esplicitamente che Dalì ha firmato una dichiarazione giurata nel dicembre 1980 dichiarando di aver smesso di firmare stampe dopo tale data.
Ora, come mai l'incisione fatta nel 1986 è firmata "Dalì" a matita?
Inoltre, se vede l'immagine, in basso a destra c'è una pietra con incisa la sigla Dalì. Questa scritta non è presente nella litografia originale del 1979.
Quindi, come si può considerare una grafica di questo tipo?
Secondo la legge le grafiche dovrebbero essere sempre firmate dal maestro (in questo caso Dalì) o può firmarle il maestro incisore?
In questo caso, secondo la legge, la grafiche autorizzata può essere non firmata a matita ma bastava l'aggiunta della sigla "Dalì" nella matrice (nel particolare della pietra in basso a sinistra) per essere comunque considerata a tutti gli effetti un'opera di Dalì?
Ed in questo caso allora la firma a matita non doveva esserci?
Non so se sono stato chiaro, spero di si.

Grazie in anticipo.

 

 

Fossi in lei non mi avventurerei. E' da sempre risaputo che ci sono centinaia di migliaia di "false" stampe di Dalì (non firmate da lui o non incise da lui o dalla tiratura inveritiera). Il mercato è quindi sospettosissimo anche di quelle che sembrerebbero "buone". Se poi i fondamentali già non corrispondono..... corre il rischio quasi certo  di comprare un foglio che non ha alcun mercato nel caso lo volesse rivendere. Questo al di là della buona fede, su cui non metto dubbio alcuno, di chi gliela sta proponendo.

Nel dettaglio poi, trattandosi della riproduzione di una litografia di Dalì, anche ammesso che Dalì abbia poi firmato i fogli dell'edizione, questa non può sicuramente definirsi una stampa originale di Dalì, ma una semplice riproduzione di una litografia di Dalì. Il valore commerciale è nullo.

 

 

 

La tiratura effettiva eseguita dalla 2RC di "Vite" di Lucio Fontana del 1968

 

Da tempo desidererei acquistare un' incisione di Fontana che Lei conosce bene, si intitola Vite ed è del 1968 (forse).

L'esemplare che mi è stato proposto a € 3100 è in buon stato di conservazione (non ha segni di incollaggio, non è rifilato, ecc...)  ma abbastanza sbiadito e spento sullo sfondo; direi ridottosi al 50% rispetto l'intensità della gradazione originaria.

Il gallerista (forse tira acqua al proprio mulino) mi ha detto che è del tutto naturale poichè il soggetto è una carta assorbente che ha più di quarant'anni...

Fin lì ci arrivo anche io, ma gradirei sapere se per Lei vale la pena acquistarla o cambiare "rotta"...

Inoltre, l'esemplare in questione è l'83 di 99 ma ho scoperto recentemente che il catalogo della 2RC indica per questo lavoro (vds. pag. 245) una tiratura di 95 + XV p.a. anzichè, come sapevo io, 99 + 21 p.a. Altri errori, come spesso accade, di stampa?!

Amo l'arte ma ho disponibilità contenute e non amo buttare via soldi, perciò chiedo numi a Lei che di sicuro ne sa più di me...

 

 

Sulle ultime 2 acqueforti acquetinte eseguite da Lucio Fontana con la 2RC nel 1968, anno della morte, c'è sempre stata confusione:

il primo catalogo 2RC, quello "Big Prints from Rome" del 1989, per Vite indica una tiratura di 80 + XXV;

il sito web 2RC indica 95 + XXV;

Ruhé - Rigo indica 99 + XXI.

Io ritengo che il problema sia legato alla confusione che si è generata con la morte di Fontana sulle edizioni in corso. Lo stesso accadde ad Afro con "L'isola di Cleopatra", lavoro in corso alla sua morte, per cui il gruppo di esemplari che aveva in casa sono firmati ma non hanno il timbro a secco della 2RC.

Poichè Ruhè - Rigo rappresenta oramai il catalogo riconosciuto da tutti per le opere seriali di Fontana, ritengo che vada considerata come definitiva la tiratura indicata di 99 + XXI.

L'esemplare in possesso della Collezione Peruzzi è il 58/99 e quando lo acquistai era nota la problematica.

Per quanto riguarda la saturazione del colore, il gallerista ha ragione: soprattutto se le opere sono esposte (ma perchè comprare un lavoro per tenerlo in una cartella senza goderselo?), i colori diminuiscono di saturazione con il tempo. Ma questo accade a tutte le opere d'arte. Io ritengo che i segni del tempo facciano parte dell'opera, ma io sono tra quelli che non amano il restauro effettuato sulla Cappella Sistina.

Come sua consolazione, gli esemplari di Vite che ho visto, compreso il mio, hanno una tonalità di verde marcio molto dissimile alle riproduzioni fotografiche che a mio avviso sono anche influenzate da un eccessivo entusiasmo nell'elaborazione con Photoshop.

 

 

 

Serigrafie non numerate di Cattelan spacciate come opere singole

 

Gent.mo Vittorio Peruzzi,

ho appena ricevuto il suo libro "Maurizio Cattelan: grafiche e multipli",  ordinato on-line.

Vorrei chiederle il suo parere su quanto segue. Ho acquistato ultimamente quattro opere di Cattelan, riprodotte nel suo testo alle pagine 41/43/45/47 che mi sono state dichiarate; "pennarello su cartoncino" le prime due, " pennarello su carta di agenda fissata su cartoncino" la terza e "pennarello su carta da musica fissata su cartoncino" la quarta.

In effetti, ad una esamina diretta sembrano opere originali (non serigrafie: la carta d'agenda è carta d'agenda davanti e dietro, la carta da musica à carta da musica davanti e dietro).

Contemporaneamente mi sono state consegnate le schede tecniche delle opere che corrispondono perfettamente agli originali (disegno, firma, particolari vari); però sulla foto delle schede compare in basso a destra un numero di tiratura (16/30), che non c'è sugli originali. E' possibile che sia stato cancellato nelle opere in mio possesso?

Le medesime opere riportate sul suo testo sono lievemente differenti nella firma e nella posizione sulla carta da musica e su quella di agenda: ma la differenza fondamentale è che la carta di agenda riporta nella mia opera i giorni 20-21-22 febbraio e in quella del suo testo i giorni 30-31-1 (non si legge il mese).

 

Quindi, in sintesi: 1) Le opere da me acquistate non sono classificate come serigrafie 

                     2) Non hanno il numero di tiratura che compare sulle loro schede tecniche perfettamente corrispondenti

                          3) Non corrispondono a  quelle riportate nel suo testo come serigrafie

 

Le chiedo: cosa significa tutto questo? Qual è la sua interpretazione?

La ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di una sua cortese risposta, a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

 

 

Cattelan nei primi anni d'attività ha avuto comportamenti disordinati: le opere moltiplicate sono state firmate e gestite in maniera confusa e le edizioni sono spesso state tirate in più copie di quelle dichiarate e alcune copie sono state solo firmate e non numerate. Le opere a cui lei si riferisce sono senza dubbio serigrafie e come tali vengono vendute dalle più importanti case d'asta. Purtroppo, nel caso la stampa sia solo firmata e non numerata, può essere spacciata per opera singola. 

 

 

 

Ancora sul contenitore in plastica del libro su Fontana realizzato dopo la sua morte e venduto come suo multiplo

 

Buongiorno,

posseggo un esemplare in PVC bianco di quel Concetto Spaziale del 1968 di cui Lei ha recentemente parlato e "criticato" con un corrispondente sul sito della sua Collezione .

Concordando sul fatto che le stime ed aggiudicazioni di quel multiplo siano alte ed ancora più all'estero che in Italia, arrivando anche a toccare, diritti d'asta inclusi, gli oltre 18.000 € !!!

Detto questo però, l'opera (o scultura-oggetto se preferisce), è pubblicata sul Catalogo Ruhé - Rigo del 2006 a pag. 165 nella categoria multipli, testo edito a livello internazionale, tra l'altro riconosciuto dalla stessa Fondazione Fontana che ha fornito ai due autori le informazioni necessarie per la sua realizzazione.

Inoltre Sergio Tosi affermò che Fontana avrebbe desiderato creare un multiplo di quel genere affinchè ogni italiano ne potesse avere uno come il frigorifero....

Insomma, che Fontana abbia fatto qualcosa oppure no, il punto a mio avviso è che anche questo esemplare un mercato ce l'ha e non è tanto in discussione la bellezza, rarità e qualità dell'opera, bensì il nome e basta. In fondo lo sappiano tutti che di bello in un taglio o in un buco c'è poco o nulla. La gente ancora oggi diffida molto su Fontana e nell'arte contemporanea in generale. Io credo che ciò che fa bello questo o quello si nasconda essenzialmente nel prezzo che si è disposti a pagare per possedere qualcosa.

Fontana costa tanto? E allora Fontana è interessante. Lei ha messo in dubbio l'intenzione che Fontana avesse di realizzare quel multiplo? Ebbene la medesima perplessità l'ho avuta anche io. E sa perchè? Perchè il libro che accompagna l'opera riporta anche la data di morte dell'artista.  Quindi mi sono detto: ma allora è quello che si dice un d'après ?! Credo proprio sia così...

Tuttavia credo anche che il pezzo in questione venga e verrà considerato ancora per molto tempo e che le sue aggiudicazioni non scenderanno, anzi...

E mi chiedo inoltre una cosa: Cosa ne sappiamo noi se tra cento o duecento anni si ricorderanno ancora del secolo ventesimo? Di certo, per quanto io ami l'arte contemporanea e non solo per il suo valore commerciale, son convinto che essa sia gran poca cosa rispetto a quella dei secoli che l'hanno preceduta.

Fatico enormemente a pensare che un Michelangelo o un Caravaggio vengano dimenticati; un meno Fontana, Castellani; Bonalumi & C....

Considerando la difficoltà nel rispondermi.... ne riparleremo tra due o trecento anni....

Che ne dice? Avrà tempo?.... Arrivederci.

 

      

 

Nel 1968, dopo la morte di Fontana avvenuta nel medesimo anno, due editori, Sergio Tosi (Milano) e Gustavo Gili (Barcellona), hanno realizzato un libro su di lui che come contenitore aveva l'oggetto in discussione: una termofusione in plastica di dimensioni 29,5x29,5 cm con un taglio che riprende uno dei segni caratteristici di Fontana. Ciascuna delle due edizioni è di tiratura non certificata, ma sicuramente superiore ai 2000 esemplari. I contenitori sono assolutamente identici, ne esistono di rossi e di bianchi, non hanno alcuna firma o numerazione (d'altronde, sono dei semplici contenitori di un libro) e vengono venduti come multiplo di Fontana (senza alcuna evidenza certificata anche solo della volontà di Fontana di realizzarlo). Se i due editori si siano rivolti allo stesso fornitore non è dato di sapere. In questo momento ce ne sono in vendita 3 esemplari su Artprice al prezzo di circa 3000 euro. Fino a pochissimi anni fa i libri, con il relativo contenitore, si potevano comperare nelle librerie d'arte e nei bookshops dei musei intorno ai 100 euro.

Questi contenitori non possono assolutamente essere definiti multipli di Lucio Fontana, ma semplici oggetti realizzati alla moda di Lucio Fontana. Se dovessi attribuirgli un valore affettivo direi non più di 300 euro.

Se avessi 3000-4000 euro da investire in un'opera di Fontana comprerei una delle acqueforti acquetinte della 2RC, firmate e numerate da Fontana, con tiratura certificata di 80 copie più pda.

 

Ringrazio per la Sua risposta, confermando le indicazioni che mi ha fornito.

Tuttavia, prima di procedere al mio acquisto avvenuto nel 2007, contattai personalmente la Fondazione milanese la quale mi confermò la volontà (risalente forse al 1965) di Lucio Fontana di creare un multiplo con un solo taglio e medesima dimensione, così che tutti potessero "permettersi" di avere in casa un Concetto Spaziale.

Tale volontà viene riportata anche in una dichiarazione al riguardo rilasciata da Sergio Tosi. Ora, poiché Lei come il mondo in genere si affida alle dichiarazioni rilasciate da Mauri e Colombo circa la tiratura del libro/oggetto; ritengo conseguentemente logico, che ci piaccia o no, affidarsi alle parole di Sergio Tosi per individuare almeno la volontà dell'artista di creare un giorno quell'oggetto. Non le pare?

Leggenda o meno, prove oggettive o semplici dichiarazioni di seconda mano, altro non ci resta. Se è vero che Fontana non fece nulla per creare quella scultura in PVC ma eventualmente si limitò a pensarla, il mercato, gli amanti dell'arte o tutti quanti assieme, l'hanno accettata e ricondotta quale opera di Fontana e per questo disposti a pagarla molto.

Ricordo inoltre che a una mia obiezione circa l'assenza di numerazione e firma, la signora della Fondazione (non ricordo il suo nome) si risentì un poco... mi fece insomma intendere che nessuno più di loro potevano essere in grado di dare una risposta certa ed esaustiva.

Inoltre, e questo mi fece riflettere un poco, mi disse che se l'oggetto in questione fosse stato di dubbia attribuzione o legittima provenienza, la Fondazione avrebbe intentato causa a chiunque avesse commercializzato un falso o alla maniera di...

Che dire? Io all'epoca pagai il mio esemplare 800 euro. Ad oggi credo di poter affermare di aver fatto un affare che senza voler fare "affari", lo tengo appeso impreziosito da una bella cornice e devo dirlo, la sua bella figura comunque lo fa.

Saluti cari...

 

La questione non è se l'oggetto sia bello o se sia un affare acquistarlo a certi prezzi (si ricordi comunque che i mercanti fanno affari, i collezionisti validano culturalmente). La questione è lo scorretto modo di vendere un oggetto come se, invece di un semplice contenitore di un libro, fosse un multiplo di Fontana, equivocando maliziosamente sui termini, inducendo i collezionisti in errore e stravolgendo la correttezza di mercato.

 

 

 

L'annosa questione se copertine di libri e manifesti possano considerarsi opere seriali d'autore

 

Colgo l'occasione per porle un quesito che mi arrovella da tempo.

Ho acquistato (a caro prezzo) una copia del romanzo "Obsoleto" di Vincenzo Agnetti del 1968 edito da Vanni Scheiwiller di Milano a 1000 esemplari (il mio è il N.13).

La copertina è una estroflessione di Enrico Castellani.

Trattandosi di copie numerate perchè l'opera di Castellani non è inclusa nella raccolta "Enrico castellani - Opera Grafica 1960-1995" edito da Corraini ?

A parer suo non si tratta anche questa di un'opera multipla di Castellani, peraltro del '68 e a corredo di una importante opera di Vincenzo Agnetti ?

La saluto cordialmente.

 

 

L'opera che lei ha acquistato come copertina di Obsoleto, libro che non conosco, investe un problema di mercato ricorrente. A mio avviso, al di là che la firma e/o la numerazione siano apposte sull'opera e al di là della tecnica di esecuzione (offset, calcografia, fotografia) ciò che rende una stampa un'opera "moltiplicata" è l'intenzione da parte dell'artista di realizzarla come tale, cioè come opera seriale, e questo deve essere dichiarato e rintracciabile nel libro, sulla stampa o in un certificato. Nel suo caso, il fatto che la copertina di un libro a tiratura limitata, anche se realizzata con tecniche calcografiche, sia da considerarsi un'opera seriale di Castellani deve essere riportato nel libro e sottoscritto dall'artista, altrimenti è e rimane la raffinata copertina di un libro di cui ci sono 1000 esemplari. A suo conforto, comunque, le segnalo che in questo momento vengono aggiudicati in asta anche a 4000 / 8000 euro, come opere multiple di Fontana non firmate e non numerate, i contenitori stampati in plastica (rossa o bianca) di un libro edito dopo la morte di Fontana in non meno di 2000 esemplari. Pensi che le più belle acqueforti acquatinte con strappi di Fontana della 2RC, le più belle opere seriali mai realizzate, passano di mano a quel prezzo! Certo il tempo sistemerà la questione lasciando il cerino acceso in mano agli sprovveduti.

 

 

 

E il Manzoni va

 

Questo link dovrebbe consentirle di vedere alcune foto di lavori grafici che mi sono stati richiesti, quelli di cui vorrei conoscere qualche dettaglio in più sono la Cartella MILANO 72 (completa) e il Manzoni.

 

 

Secondo i 2 cataloghi generali ragionati dell'opera di Piero Manzoni, ovvero Celant edito da Prearo del 1975/1989 e Battino-Palazzoli edito da Scheiwiller del 1991, Manzoni ha realizzato solamente 9 fogli di grafica seriale:

·     - Impronta Sughero allegata al volume La lune en rodage, Editions Panderma, Carl Lazlo (Basilea 1960), impressione su carta vellutata, non numerata e tirata in 150 + 65 esemplari firmati e datati, dimensioni 22 X 17.

·     - 8 serigrafie su carta contenute nella cartella 8 Tavole di Accertamento Edizioni Scheiwiller del 1962 e realizzate da Manzoni tra il 1958 e il 1962, tirate in 60 esemplari firmati, datati e numerati, dimensioni 50 X 35.

Tra queste 8 vi è Linea del 1959 che sembra assomigliare alla sua, ma non tornano la forma della linea, la numerazione, il timbro a secco e le dimensioni.

Trattandosi di un artista storicizzato e ben catalogato, è assolutamente inverosimile che possa esserci un'opera non catalogata.

Prendo nota della sua segnalazione che l'opera è riportata nel nuovo catalogo di Celant edito da Skira realizzato su incarico della Fondazione Manzoni nel 2004 e che riporta la dizione "Linea, 1959, 66 x 46, inchiostro su carta. Di questa linea l'artista ha autorizzato una fotolitografia (tiratura esemplari 150)". Ritengo si tratti di una riproduzione postuma, di un'opera singola di Manzoni, quindi un manifesto in 150 esemplari, dove per "l'artista" debba intendersi gli eredi.

2 fogli simili al suo sono stati aggiudicati in asta nel 2010 a 1.100 e 1.200 euro, ma è la prima ed unica volta che sono apparsi.

Segnalo anche l'esistenza sul mercato di una incredibile fotolitografia di merda d'artista, firmata (da chi ?) e numerata, in cui la scatoletta è talmente arrugginita da denunciare implacabilmente di come la fotografia sia recentissima.

 

 

 

 

Il multiplo di Cattelan della squadra di calcio A.C. Forniture Sud

 

Buongiorno,

vi scrivo in quanto ho ricevuto tempo fa la mail per eventuali segnalazioni da fare. Io ho un multiplo di Maurizio Cattelan

                                                     A.C. FORNITURE SUD

                                                     TORNEO LIBERI E FORTI 1990-91 

 

espositore stampato in mille copie per l'operazione "Sponsor" di Maurizio Cattelan. In questo momento sono sfornito dell'immagine digitale, appena posso invierò il file.

Cordiali saluti.

 

Buongiorno,

ecco le immagini del multiplo di Maurizio Cattelan.

Provenienza Galleria (omissis).

Per le immagini ad alta risoluzione potrei fare un invio con we transfer in modo da non bloccare la ricezione della vostra mail box.

Attendo vostre.

Cordiali saluti.

Ho esaminato le immagini che mi ha inviato e sono rimasto molto perplesso.

L'edizione della ESSEGI di A.C. Forniture Sud è di 1000 esemplari. 75 di questi 1000 sono stati assemblati in un multiplo contenuto in una scatola di Plexiglass insieme ad un fischietto da arbitro. I 75 multipli sono stati numerati : 50 con il loro numero progressivo da 1/50 a 50/50 e 15 da I/XV a XV/XV e firmati a matita ed inoltre è stato apposto il timbrino a secco di Cattelan.

Non sono a conoscenza di altri multipli firmati a penna e senza numerazione.

Confrontando bene anche la firma con quelle apposte su varie opere da Cattelan, ritengo che si tratti di un assemblaggio successivo (del resto la stampa offset non assemblata e senza numerazione vale 800 Euro mentre il multiplo edito in 75 esemplari ne vale 8.000).

 

 

 

Primi lavori di Maurizio Cattelan a Forli' ... il loro valore di mercato

 

Salve,

non ci conosciamo e mi scuso in anticipo se reco disturbo con questa email.

Negli anni 80 Maurizio Cattelan giunse a Forlì (la mia città) e conobbe alcuni artisti locali, fra i quali mio fratello, il quale lo ospitò per diversi anni nel suo laboratorio mettendogli a disposizione tutte le proprie attrezzature nonché la voglia di condividere la passione per l'arte con un nuovo collega che veniva da fuori. Non mi dilungo oltre perché la storia ormai la conosciamo tutti, fatto sta, che, quando Maurizio se ne andò a Milano prima, e a New York poi, lasciò "in regalo" a mio fratello alcune opere, prototipi, prove, che sono qui a sottoporvi.

Distinti saluti.

 

Le opere seriali e le stampe di Cattelan hanno il problema che molte, sopratutto quelle a cavallo del 1990, hanno tiratura incerta, non certificata e firmate, datate, numerate in maniera diversa per la stessa opera (tipico il caso di Gratis del 1987 dove esistono fogli firmati e numerati, fogli solo firmati a volte spacciati come opere uniche, fogli senza alcuna apposizione).

 

    

 

In generale si può dire che fogli di edizioni certificate con firma e numerazione dell'edizione vengono aggiudicati intorno ai 1.500 euro sia che si tratti di stampe offset, fotografiche e litografie / serigrafie (come Bregenz del 2008, Picasso del 1998, Senza Titolo del 2000, Stefano Tutolo : scrivere non è il mio mestiere del 1991, Gratis del 1987) o intorno agli 8.000 - 12.000 euro nel caso di multipli sempre di edizione certificata, firmata e numerata (come Souvenir di Milano del 1994 e A.C. Forniture Sud del 1991). Nel caso di stampe di edizioni firmate ma non numerate (come Marcire non Marciare del 1992) intorno agli 800 euro. Nel caso di opere grafiche effettivamente uniche, certificate come tali e non spacciate a volte come tali mentre si tratta in realtà di stampe offset non numerate e solo firmate, dipende dalla qualità e dimensione ("Fare la Lotta di Classe è pericoloso" del 1991 vale 14.000 euro).

 

 

Un manifesto di una mostra di Cattelan firmato dall'autore è un multiplo d'artista ?

 

Spett.Le Collezione PERUZZI,

Vi disturbo perché avrei bisogno di un vostro parere data l'  esperienza e la competenza che vi distingue.

Un privato mi ha proposto l' acquisto di un lavoro di Maurizio Cattelan.

Quando Maurizio Cattelan viveva a Forlì ( metà anni '80 ) organizzo una Mostra e fece stampare dei Manifesti per reclamizzarla dalle dimensioni di circa 50 X 70 cm.

Alcuni Manifesti li firmo anche a mano, altri no, ma tutti riportavano un timbrino ( a forma di scorpione ) che era un suo modo di firmare di allora.

Mi chiedo quindi, se pur essendo “solo” timbrato e non firmato si può considerare il Manifesto come “Multiplo d’Autore” ???

Concludo segnalando il PERFETTO stato di conservazione del Manifesto ( lungimirante è stato chi c’è l’ha e… )

Non vi disturbo per questioni di prezzo e stima del quadro, ma per sapere dall' alto della vostra esperienza se tale lavoro si deve  considerare come un multiplo d' Autore oppure se sia "semplicemente" un Manifesto o similare.

Certo di una vostra cortese risposta, colgo l' occasione per complimentarmi per il Lavoro da voi svolto e porgervi i miei più cordiali saluti.

 

La questione è interessante.

Trattandosi di un manifesto, anche se firmato (lo scorpioncino non lo ho mai visto), rimane un manifesto. Ciò che può definire una stampa offset un'opera d'arte è l'intenzione dell'artista di crearla (nel suo caso si voleva solo fare un manifesto). Il carattere aggiuntivo, che ne determina il valore, è se sia numerato e/o firmato. In questo caso si può definire l'opera un multiplo.

Cattelan ha realizzato alcune opere con la tecnica della stampa offset: alcune solo firmate (quindi dalla tiratura incerta), altre numerate e firmate. Il valore attuale di mercato è nel primo caso poche centinaia di euro e nel secondo caso poche migliaia di euro.

Ritengo che nel caso descritto il foglio si debba definire un semplice manifesto dal valore affettivo e testimoniale.

 

Gentilissimo Sig. Peruzzi,

incuriosito dal suo interesse, ho voluto sottoporre la domanda anche a Giancarlo Politi direttore di Flash Art e molto amico di Cattelan.

Stranamente il quesito è stato subito girato dal gentilissimo Giancarlo Politi direttamente a Cattelan, e poi di nuovo a me.

 

Maurizio Cattelan ha risposto:

 

Caro Giancarlo,

la cosa migliore è sempre fare lavorare le Gallerie !

 

Cattelan, come immaginavo non ha quindi né confermato ma nemmeno smentito la paternità del Lavoro.

Dico Lavoro e non Manifesto perché sono certo che Cattelan non ha mai fatto niente "non di proposito o con un fine".

Ma la cosa interessante che le chiedo è questa, avere un Lavoro con la firma applicata con timbro "a forma di scorpione" non è quindi una rarità nella produzione di Cattelan se nemmeno Politi ne conosceva l'esistenza ?

Scusi se l'annoio con questa forse banale discussione, ma mi piacerebbe collezionare un Lavoro di Cattelan seppur di poco valore ma Autentico.

 

Sono piacevolmente sorpreso che Politi abbia trovato la questione interessante.

Rimango del mio parere: un manifesto realizzato per propagandare una mostra è e rimane un manifesto proprio perché l'intenzione dell'artista o, meglio, del suo gallerista era quella; quanto poi il fatto che come omaggio agli intervenuti alla vernice sia stato apposto uno scorpioncino ad alcune copie del manifesto non fa diventare quei fogli un lavoro multiplo di autore di Cattelan.

La ringrazio per aver sollevato l'interessante questione.

 

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