Agnetti
Collezione
Peruzzi
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Vincenzo Agnetti (Milano 1926 - Milano 1981) Si diploma al
Liceo Artistico di Brera e frequenta la Scuola del Piccolo Teatro. Il
concetto del dimenticato a memoria rappresenta la prima fase dell'opera di
Agnetti. Negli anni a cavallo tra i 50 e i 60 frequenta Castellani e Manzoni
e comincia ad identificare l'arte nell'assenza, nel rifiuto del dipingere, ma
è presente nel panorama culturale con scritti e riflessioni inerenti
all’arte. Dall 62 al 67 Argentina lavorando nel campo dell'automazione
elettronica. Sono ancora anni di preparazione durante i quali Agnetti è
coinvolto in un'operazione di scrittura ponderosa. Nel 67 fa ritorno in
Italia dove riprende l'attività con una mostra,
Principia, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara in cui attraverso una scrittura
permutabile su grande quadro propone una sorta di arte concettuale intesa
come pura analisi di concetti, proposizioni e teoria operante. Le mostre
degli anni successivi Oltre il Linguaggio del 69, Assiomi del 70,
Proposizioni del 72. Nel 72 partecipa a Documenta 5 di Kassel con High
Fidelity, analisi sull'ellettroencefalografo. Nel 1968 inaugura con il
romanzo Obsoleto la collana Denarratori di Sheiwiller. Ha partecipato alle Biennali di Venezia del 74, 76 e 78,
alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di S. Paolo del 73. Come opera moltiplicata si ricorda il multiplo allegato a Tesi del 1972. |
CP18
AGNETTI 1972 Tesi scala matematica con
lettering bianco e cursori tipo regolo |
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